Agricoltura: quali sono i metodi utilizzati per coltivare?

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Le metodologie utilizzate per coltivare vegetali, alberi da frutta e erbe sono svariate. Vediamo assieme quali sono e nel tempo avremo modo di approfondirne una alla volta.

– agricoltura usuale chimica: uso senza alcun controllo di fertilizzanti, diserbanti e pesticidi…. un agronomo quando è venuto a fare il controllo annuale nell’azienda di famiglia per il collegamento con il marchio del biologico, ha raccontato che in un’azienda in via di conversione – che richiede tre anni- il titolare gli raccontava che quando faceva la coltivazione chimica certe volte metteva tre o quattro volte tanto i prodotti chimici di quanto consigliato, pur di avere un buon raccolto sicuro… tutto veleno che poi, senza sapere, la gente si ritrova in tavola…

– agricoltura a lotta integrata: viene usato il chimico a tutti i livelli, ma con moderazione e con sistemi il meno possibile invasivi e nocivi

– agricoltura non-chimica: non si spargono prodotti velenosi ma la terra viene in ogni caso sfruttata e viene lavorata con grossi macchinari, si fa uso delle serre

agricoltura biologica: si pensa alla terra come un organismo vivente, non si usano prodotti chimici, non si sfrutta, si cerca di rispettare la biodiversità, si cerca di lavorare meno possibile la terra per non far morire la vita che c’è all’interno (bios) e perciò di non portare la terra verso la desertificazione

– agricoltura biodinamica: lo stesso di quella biologica solo che in più le coltivazioni vengono fatte in momenti precisi coincidenti con fasi astrali precise che fanno crescere quanto serve, cioè o le radici o le foglie o i fiori o i frutti; in più si prepara il compost che è un arricchimento del terreno fatto da foglie e altri prodotti organici non usati che vengono fatti fermentare per produrre bios e nutrienti per la terra; in più si preparano macerati specifici per combattere infestanti

– agricoltura detta permacutura: si basa non solo su coltura ma anche su cultura; promuove il metodo biologico con in più quanto possibile il lasciare il terreno senza lavorarlo e mettendo la paciamatura, cioè uno strato organico (foglie o paglia) per non far crescere infestanti; i nutrienti devono provenire da allevamenti interni di animali tenuti allo stato semi-libero per utilizzarne lo stallatico; le pecore possono fare il diserbo naturale e contemporanea concimazione; è perciò un sistema a ciclo chiuso completo autonomo

– agicoltura omeopatica: come il biologico solo che le cure delle piante vengono fatte con specifici preparati omeopatici

– agricoltura sinergica: vengono preparati dei cumuli sui quali mettere le piante , vine usata la paciamatura, le piante vengono messe in ordine sparso per promuovere la biodiversità ma anche seguendo delle regole di consociazione di aiuto che le piante hanno tra loro, che riescono così ad aiutarsi sinergicamente; non si aggiungono compost o fertilizzanti, perchè si crede che la terra dovrebbe auto-riprodurre la fertilità

– agricoltura Fukuoka: derivante da un coltivatore giapponese che coltivava senza lavorare la terra ma metendo in atto un’acuta osservazione delle situazioni delle stagioni, della nasciata delle infestanti e dei parassiti esistenti, per riuscire a innescare dei meccanismi della natura nei tempi più adatti in modo che non si creino effetti sfavorevoli a quanto si sta coltivando; direi che quasi si tratta di una coltivazione Zen, nella quale la conoscenza dei ritmi della natura in quel posto permetta di interagire con la natura senza disturbarla ma anche facendo in modo che produca quanto vogliamo utilizzare

– agricoltura Findhorn: un metodo agricolo di tipo biologico che in più utilizza la sintonia della persona con le piante; si fanno meditazioni o pensieri di comunanza con le piante che permettono a queste di vivere felici in rapporto con chi le cresce; potrei dire che si tratti di una coltivazione pseudo-spirituale

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