Birmania: itinerario e suggerimenti ( I parte )

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Il Myanmar, un paese fertile irrigato dalle nevi dell’Himalaya e bagnato dall’Oceano Indiano, ospita 67 gruppi etnici che parlano 242 dialetti.

In questo paese animismo e buddismo coesistono; i ritmi della vita sono scanditi dalle antiche culture ancora ben radicate nella quotidianità; i monaci osservano 227 regole, i laici dedicano tre momenti della giornata ad una preghiera.

Qui la religione non è solo un culto, ma una filosofia di vita.

La Birmania è chiamata anche il paese delle mille pagode, ma in realtà probabilmente ce ne sono almeno il quadruplo.

Dopo quasi mezzo secolo di dittatura, questo paese ora gode di una repubblica parlamentare che favorisce anche il turismo. Alcune zone, infatti, durante la dittatura erano off limits.

Scopriamo prima assieme quale potrebbe essere un classico itinerario da due settimane in Myanmar che va a toccare le bellezze di questo paese senza fare tutto di corsa.

Seguiranno poi le indicazioni per piccole estensioni ed inoltre itinerari alternativi e fuori dalle comuni rotte turistiche.

ITINERARIO CLASSICO in Birmania ( Yangoon-Inle lake-Bagan-Mandalay-Yangoon )

   

Yangoon merita almeno due giorni di sosta. E’ possibile girare a piedi il centro storico di Yangoon. Si può percorrere Mahabandoola Rd. E da qui prendere deviazioni esplorando stradine e vicoli più piccoli visitando così il quartiere cinese, quello indiano ( con tempietti e ristoranti tipici ), Sule Paya, mercati di frutta ed il grande mercato Bogyoke Aung San Market.

  

Prendetevi il tempo necessario per assaggiare le delizie vendute nei mercati, per farvi gli occhi osservando la preparazione di medicine tradizionali e spendere i vostri risparmi nello shopping di un mercato pullulante di particolarità come prodotti al Thanaka ( una crema che viene prodotta dal legno di alberi locali molto utilizzata dai locali anche a scopo protettivo ), pietre preziose, prodotti artigianali in legno e molto altro. Vi consiglio di dedicarvi allo shopping dei souvenir solamente alla fine del vostro giro in Birmania.

 

A Mahabandoola Rd dopo la Sule Paya dirigetevi verso il quartiere indiano ed imboccate Shwe Dagon Pagoda Rd visitando il Theingyi Zei Plaza, dove potrete osservare strani preparati medicinali, continuate sulla stessa via in direzione della Shwe Dagon Pagoda fermandovi al mercato di souvenir ( Bagyoke Aung San Market ). Se continuate a piedi sulla stessa strada arrivate alla Shwedagong Paya. Vi consiglio di arrivarci nel tardo pomeriggio quando è ancora chiaro e rimanervi fino a quando la pagoda si illumina di candele.

          

La Shwedagong Paya merita almeno un paio di ore, osservando il via vai di turisti e di pellegrini, le offerte, le preghiere, gli abiti tradizionali e le donne che in fila passano le scope sui pavimenti.

   

Sarà un’emozione unica quella di osservare il colore e la brillantezza degli stupa cambiare con il calar del sole. Le tante candeline accese al calare dell’oscurità creerà un’ambientazione unica che vi ruberà il cuore.

Yangoon offre inoltre molti altri siti interessanti che meritano una visita come la Botataung Paya ed altre pagode minori.

        

Visitata Yangoon si prosegue verso il lago Inle.

A Yangoon ci sono due stazioni per gli autobus, Aung Mingalar e Hlaing Thar Yar.

Aung Mingalar è molto vasta ed offre servizi per tutte le zone a nord della Birmania ed anche per alcuni siti meridionali come Mawlamyne.

Ci sono tantissime autolinee che offrono servizi giornalieri e notturni per il lago Inle a differenti prezzi e standard di comodità.

La stazione è decisamente distante dal centro città, bisogna quindi utilizzare un taxi per raggiungerla ( circa 40 min ).

L’autobus per il lago Inle è quello che va in direzione Taunggyi, ma si può chiedere di scendere a Shwenyaung e poi prendere un taxi fino a Nyaungshwe, per partire all’esplorazione del lago Inle.

Io ho preso l’autobus notturno delle 18 pensando di arrivare a destinazione alle 6 di mattina. In reltà dopo una breve sosta per la cena, abbiamo raggiunto la destinazione alle 4,30 del mattino.

Nyaungshwe è abbastanza vicino da dove vi lascerà il pullman quindi non fatevi ingannare dai tassisti che vi chiederanno spropositi per un breve tratto di strada. Nel tragitto vi fermerete d’obbigo per pagare la tassa d’entrata per l’area turistica del lago Inle

Nyaungshwe offre una buona base per la visita del lago Inle e per i dintorni.

E’ una cittadina abbastanza turistica anche se mantiene ancora un fascino tradizionale. Passeggiando tra le strade è possibile imbattersi in mercatini locali che vendono cibo, vestiti, giocattoli e quant’altro, ma uscendo dalla zona centrale è possibile visitare anche dei bellissimi monasteri. Offre diverse scelte di alloggio e di ristorazione. 

    

Per visitare il lago Inle è bene dedicarci almeno una giornata in barca, anche se un tour classico occupa circa 5-6 ore, che se vi trovate sotto un bel sole cocente possono risultare sufficienti e stancanti. Vi ricordo che in Myanmar come in tutti i paesi orientali si contratta sul prezzo. Gli unici prezzi non contrattabili sono quelli che si pagano all’entrata di ogni area turistica-archeologica.

  

Una visita in barca sul lago Inle comprende usualmente la visita ad un laboratorio di tessitura che utilizza parti del loto per creare tessuti, delle piccole fabbriche di sigari, laboratori di lavorazione di metalli preziosi, laboratori di oggetti laccati, rovine antiche di templi, pagode ed orti galleggianti.

Dal Lago Inle è possibile spostarsi verso Bagan utilizzando gli autobus.

Non so dirvi di preciso quanto tempo occupi il trasferimento a colpa di una serie di incidenti avvenuti durante la notte del percorso.

Effettivamente secondo la mia esperienza non si può dire che le strade siano in ottime condizioni e che la manutenzione degli autobus altrettanto. Infatti una gomma bucata è stata sostituirà da una dura ma completamente squartata. A quasi un’ora dall’arrivo alla stazione di Bagan nel cuore della notte l’autista ha deciso di fare un inversione a U finendo con le ruote posteriori nel rigagnolo al bordo della strada non riuscendo più a muovere il mezzo. Ci siamo trovati così nel pieno dell’oscurità delle 4 e mezza del mattino con il pullman di traverso sulla strada, che oltre a non essere visibile bloccava tutto il traffico.

Dopo una serie di tentati autostop, un altro autobus ci ha caricato e portato in stazione.

Normalmente lo spostamento Inle Lake-Bagan dovrebbe occupare 8-9 ore.

Arrivati alla stazione degli autobus di Bagan dovete scegliere dove alloggiare; se siete viaggiatori low badget com’è stato nel mio caso vi consiglio di farvi portare nella polverosa Nyaun U, altrimenti se volete una sistemazione più carina potete farvi portare ad Old Bagan.

Per spostarvi dalla stazione degli autobus al vostro alloggio c’è la possibilità di utilizzare un taxi o una moto-taxi. Anche in questo caso vi verrà detto che le distanze sono molte ed il costo del trasporto è alto, cose assolutamente non vere.

Sia a Nyaun U che ad Old Bagan è possibile noleggiare delle e-bike, motorini elettrici, con i quali visitare tutto il complesso.

Suggerisco di dedicare almeno 2 giorni alla visita di Bagan per l’immensità di templi da vedere.  Per scoprire Bagan è bello perdersi per le stradine sterrate. Vi consiglio di ocuppare delle giornate piene dall’alba al tramonto, perchè proprio al sorgere ed al calar del sole Bagan si mostra in tutto il suo splendore. Per la mattina e la sera vi consiglio di salire sui templi per osservare dall’alto il cielo rosa e le punte delle pagode disperdersi nella nebbia. Vi chiederete su quali templi? Alcuni molto famosi sono così affollati da non farvi godere quell’atmosfera romantica che si crea, lascio quindi ai più avventurieri la voglia di cercare i luoghi più isolati ed alt da dove godere del paesaggio.

  

Altri siti interessanti da visitare a Bagan oltre ai tantissimi templi sono ad esempio il villaggio di Myinkaba e le sponde del fiume Ayueyarwady ( raggiungibile il porto da old Bagan ) dove è possibile sorseggiare un buon bicchiere di tè osservando il lento scorrere della giornata e delle abitudini locali.

 

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