Le isole di Bali

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Arrivati a Denpasar con il volo abbiamo cercato di evitare le cittadine turistiche e così ci siamo diretti nella un po’ meno nota Sanur, che ci è servita di tappa per avventurarci alla scoperte delle tre piccole isolette che spuntano dall’oceano di fronte al paese.

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La nostra prima meta è stata Nusa Lembongan ( quella di grandezza media tra le tre ), un piccolo paradiso, dove purtroppo sono arrivati i turisti, ma dove nonostante tutto, nella maggior parte della sua area, continua a scorrere il lento tempo asiatico con le sue vecchie tradizioni. La particolarità infatti di quest’isola è che i suoi abitanti non vivono di turismo ma della coltivazione e raccolta delle alghe, che vengono esportate in tutto il mondo ed utilizzate in moltissimi modi.

Nusa Lembongan
Nusa Lembongan

Quest’ alga chiamata “alga rossa” o “Rodoficee” ( anche se il colore può variare con il verde ed giallo ) viene coltivata come nell’antichità sulle parti di barriera corallina grazie a dei filari fatti da canneti che le dispongono su lunghe linee, come nella nostra coltivazione del vino. Da quest’alga viene estratta la carragenina, un addensante che ha un vasto impiego in campo alimentare per la produzione di gelato, confetture, gelatine, carni in scatola e dietetici ( dà il senso di sazietà ), ma non solo, viene anche utilizzata come eccipiente in tecniche farmaceutiche per la produzione di dentifrici, fissatori per capelli e shampoo.

raccolta dell'alga rossa

L’isola non è molto grande, ma se volete girarla tutta in modo ecosostenibile, cioè in bicicletta, può richiedere di avere già un buon allenamento. Usciti da Jungutbatu, centro principale, si entra in una Bali più vera, dove la gente vive ancora in piccoli villaggi. Da Nusa Lembongan, grazie ad un piccolo stretto ponte si può raggiungere Nusa Ceningan, dove la popolazione vive ancora solamente di alghe e pesca e dove il mare e la natura sono selvaggi.

ponte tra Nusa Lembongan e Nusa Ceningan

Lasciamo Nusa Lembongan per dirigerci nella ben poco nota Nusa Penida. Capiamo subito che è poco nota ai turisti per l’orario dell’unica imbarcazione per il trasferimento e per il tipo di imbarcazione: sveglia alle 4 e solo persone indonesiane.

Arrivati a Toyapakeh, abbiamo trovato subito chi ci nolleggiasse un motorino per poter girare l’isola. E siamo stati così travolti da una classica giornata balinese incominciando al mattino con un stupendo mercato sulla strada dove ci siamo fermati a fare colazione con il budino di riso nero ed il latte di cocco.

Coalzione: budino di riso nero e latte di cocco
Colazione: budino di riso nero e latte di cocco

Ci siamo diretti nel centro principale dell’isola, Sampalan, che ci ha accolto con un’altro splendido mercato, dove abbiamo pranzato ( anche perchè sull’isola c’era un unico ristorante ) con una specialità vegetariana composta da tofu e germogli di soia cotti nella salsa di anacardi.

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I mercati in Asia, non hanno come unico scopo quello della vendita degli alimenti, ma funzionano anche come ristoranti e punti di ritrovo. Per noi è stata una buona occasione per conoscere i locali, scoprire nuovi cibi e le tradizioni del posto.

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Abbiamo iniziato il giro dell’isola in motorino lungo strade quasi totalmente disconnesse, lungo la strada abbiamo scoperto templi,

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osservato l’ essicazzione delle alghe,

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scoperto cascate su scogliere a picco sul mare

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passati sotto alberi strani ( il banian ),

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e travolti da numerose cerimonie.

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8 Comments

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