Lo Yoga e la fibromialgia

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Durate il mio percorso di laurea al corso di scienze motorie sotto la facoltà di medicina e chirurgia di Udine ho sempre sentito l’esigenza di coniugare la scienza e la medicina occidentale con quella orientale. Ho pensato quindi di utilizzare l’occasione della tesi di laurea per fare una sperimentazione sui benefici dello Yoga.

Non ho mai fatto un’ analisi un po’ più scientifica riguardo i benefici che la pratica dello yoga può dare, quindi grazie a questa esperienza ho raccolto dati in modo da poter sfatare il mito della stranezza e della chiusura mentale che viene manifestata nei confronti di questa attività.

Molte attività di fitness e wellness vengono ormai integrate nelle palestre e prese in considerazione, ma non sempre lo yoga viene attuato mantenendo le sue caratteristiche originali. Infatti penso che non tutti conoscano lo yoga e per chi lo conosce forse non sa esattamente in cosa consiste e quali sono le differenze con la normale ginnastica.

La mia tesi non è fatta per dire che lo yoga sia meglio della ginnastica o viceversa, ma semplicemente per far capire che una pratica olistica come quella dello yoga può avere un ampio spettro di output benefici se praticata con certe caratteristiche.

La scelta poi di lavorare con persone malate non è stata fatta a caso perchè ho sempre avuto l’ interesse fin da bambina di aiutare per quanto mi è possibile le persone in difficoltà e così dopo aver seguito il corso di reumatologia ho pensato che avrei potuto rivolgermi a questa popolazione speciale.

Dopo aver consultato la reumatologa per decidere che tipo di pazienti far partecipare a questa sperimentazione, mi è stato suggerito di occuparmi di persone che hanno la fibromialgia, malattia che però non è stata affrontata nel mio corso di laurea.

Così mi sono informata tramite le fonti che avevo a disposizione, internet e libri, in cosa consiste la malattia, perchè insorge e quali sono i sintomi vedendo così che per queste persone la mia attività avrebbe potuto essere molto utile visti gli elevati indici di stress, ansia e problemi di sonno cose sul quale lo yoga lavora molto.

Decisa così di proporre due corsi di yoga con quattro persone ognuno della durata di due mesi con frequenza bisettimanale con lezioni di durata di un’ ora ho contattato tutte le persone che potevano essere interessate.

Per quanto riguarda il gruppo di quattro persone con fibromialgia, ho contattato molte persone, la maggior parte donne, affette da questa sindrome che con molto stupore ho trovato molto interessate, entusiaste e contente del progetto, finendo per selezionare un gruppo di quattro donne tra i 40 e 60 anni.

Successivamente basandomi sulle caratteristiche delle componenti del primo gruppo ho contattato altre 4 persone che corrispondessero per età e sesso e fossero persone senza nessun tipo di malattia reumatica.

Mi si è poi posto il problema di che tipi di valutazioni erano migliori da effettuare per capire se l’ applicazione dello yoga fosse efficace su entrambi i gruppi. Ho scelto così di fare dei test per vedere l’ efficacia dal punto di vista psicologico, fisiologico e di mobilità articolare; tutte e tre caratteristiche su cui lo yoga lavora normalmente.

Ho contattato così uno psicologo per decidere quale test fosse il più appropriato scegliendo infine di analizzare il livello di ansia attraverso due test utilizzando lo S. T. A. I. cioè un questionario di autovalutazione per l’ ansia di stato e di tratto. Il test di ansia di tratto è stato applicato prima della prima seduta e dopo l’ ultima seduta, mentre quello di stato è stato proposto alla fine di ogni seduta.

Dal punto di vista fisiologico ho deciso di valutare la frequenza cardiaca prima e dopo la prima e l’ ultima seduta.

Il terzo tipo di test che ho utilizzato è stato il test di Kellert che misura la flessibilità articolare misurando in una flessione da in piedi del busto verso le gambe quanti centimentri mancavano alle mani per arrivare al pavimento e di quanti centimetri lo superavano.

Naturalmente poi per il gruppo di donne con fibromialgia c’ è stata l’ aggiunta di tre test forniti dalla reumatologa specifici per la malattia, quali il FIQ, il questionario sullo stato di salute SF-36 e la VAS di dolore, astenia e benessere.

Abbiamo programmato così un ciclo di quindici lezioni per ogni gruppo, le lezioni naturalmente sono uguali per entrambi i gruppi anche se pensiamo che il gruppo di persone sane avrà più facilità negli esercizi sia per quanto riguarda concentrazione e rilassamento che per quanto riguarda soglia del dolore e flessibilità articolare.

Ogni lezione ha una parte introduttiva, nella quale si preparerà la mente ed il corpo alla pratica portando così l’ attenzione su corpo e mente e staccando dal mondo esteriore e dalle problematiche e preccupazioni di vita. Per quanto riguarda questa parte le prime quattro lezioni avranno un asana rilassante, dalla quinta alla ottava un asana meditativo, dalla nona alla dodicesima un asana educativo, dalla tredicesima alla quindicesima un asana meditativo. La prima parte della lezione durerà circa dieci o quindici minuti.

La seconda parte della lezione consisterà in un esercizio di rilassamento breve, della durata di circa dieci minuti.

Il tipo di rilassamento varierà ogni quattro lezioni circa in modo da non cadere in automatismi e poter così sperimentare varie tipologie di rilassamento tra le quali due proprie dell’ Hatha Yoga e due tipologie di rilassamento per associazione di immagini.

La fase centrale della lezione consisterà nella pratica di uno o due asana che varieranno di lezione in lezione, meno paschimottanasana e padhastasana che verranno ripetuti in due lezioni in quanto asana base dell’ Hata Yoga e asana molto utili per il beneficio fisico e mentale che potrebbero portare a soggetti con fibromialgia.

Questa parte occuperà circa quindici minuti in dipendenza dal tipo di asana dal numero di volte che verrà ripetuto e dal livello di apprendimento.

Si passerà poi alla pratica di Pranayama, che avrà nelle prime 8 lezioni solamente una parte introduttiva che consisterà nella distinzione e nell’ uso dei diversi muscoli respiratori, dalla nona lezione in poi si praticherà Pranayama, cioè controllo del respiro, per circa dieci minuti.

Praticheremo poi il mantra OM un paio di minuti, esercitandoci così anche nella concentrazione e nella gestione dell’ energia.

In finale per circa quindici minuti ci occuperemo del rilassamento che sarà sempre uguale dalla prima all’ ultima lezione.

Lo scopo della tesi è di dare la possibilità, unendo le mie conoscenze con quelle dei miei relatori e collaboratori, a delle persone, che non hanno l’ opportunità di essere completamente felici e di vivere bene la vita , di migliorare il loro stile di vita.

Non proponiamo una cura o una terapia sostitutiva alle medicine, ma una pratica da accostare al normale trattamento terapeutico adottato negli ospedali.

Lo scopo scientifico della tesi è quello di dimostrare che lo yoga applicato con queste caratteristiche può essere un buon strumento per il parziale allievamento dei sintomi in pazienti con fibromialgia oltre che un buon strumento di wellness in persone sane.

CHE COS’E’ LA FIBROMIALGIA?

La fibromialgia detta anche sindrome fibromialgica, fibrosite o reumatismo fibromialgico è una malattia reumatica.

Le malattie reumatiche sono patologie che determinano disturbi a carico dell’ apparato locomotore e dei tessuti connettivi; la parola “ reumatismi “ deriva dal greco e significa “ fluire del dolore “

La fibromialgia fa parte dei reumatismi extrarticolari generalizzati, che includono anche malattie ad eziologia incerta e tutte quelle in grado di determinare il dolore muscoloscheletrico diffuso.

La sindrome fibromialgica può essere genericamente definita come una sindrome di sofferenza muscoloscheletrica diffusa caratterizzata da dolore e rigidità assiale, influenzata da alcuni fattori come le condizioni climatiche, l’ attività fisica, gli stress psicofisici, e associata a disturbi del sonno sintomatici e alla presenza di punti elettivi di dolorabilità multipli, in assenza di alterazioni ematochimiche e radiografiche.

La fibromialgia non è una sindrome depressiva o immaginaria, come molti medici credono ancora, ma è una malattia vera, che interessa i tessuti molli e non le articolazioni, e si presenta con dolori muscolari, affaticamento cronico, ipersensibilità al dolore proveninte anche da stimoli cutanei innoqui, mal di testa e disturbi del sonno.

Il dolore è cronico tanto da compromettere la vita.

La fibromialgia, a differenza di altre malattie reumatiche, non presenta deformità, quindi è più difficilmente diagnosticabile.

La sindrome fibromialgica può essere primitiva o secondaria ad altre malattie reumatiche ( connettiviti, artriti, artrosi ), malattie infettive, malattie endocrine ( iper e ipo- tiroidismo ) e metaboliche.

La fibromialgia è una malattia già conosciuta dal 1800; all’ inizio del 1900 fu considerata una mallattia infiammatoria dei muscoli ( fibrosite ); alla fine degli anni ’40 venne esclusa la presenza di infiammazione.

Nel 1990 sono stati messi a punto i criteri diagnostici e nel 1994 la diagnosi di fibromialgia è stata accettata a livello internazionale con la cosiddetta “ Dichiarazione di Copenhagen “.

QUAL’E’ STATO IL RISULTATO DI QUESTO ESPERIMENTO?

I risultati si sono manifestati già dai primi incontri. Grazie anche alle registrazioni delle lezioni, per poter ripetere le pratiche anche a casa, dopo due mesi gli effetti positivi si sono verificati in entrambi i gruppi. L’ansia è diminuita nei soggetti affetti da fibromialgia, ma anche in quelli sani; la mobilità articolare è migliorata in entrambi i gruppi. La fibromialgia severa, presente nel gruppo affetto da questa malattia reumatica, è diventata una fibromialgia moderata.

Esperimento riuscito!

Nonostante i soli due mesi di applicazione nelle pratiche i risultati erano già visibili grazie ai test medici.

Sfortunatamente per il numero così piccolo di partecipanti, questo è solo uno studio pilota, ma spero in futuro di avere la possibilità di effettuarlo con un maggior numero di persone dando così dei numeri e delle prove più complete dei benefici dello Yoga.

Questo studio pilota è stato pubblicato anche sulla rivista internazionale “Yoga Journal”.

 

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